Progetti
Nuovo polo dei laboratori Rita Levi Montalcini
Cubo compatto bioclimatico “Rita Levi Montalcini”: landmark in calcestruzzo con fotovoltaico, corte pubblica ribassata e padiglione verde per ricerca infettivologica sicura e sostenibile.
Il nuovo Polo dei Laboratori “Rita Levi Montalcini” prende forma da un gesto netto: un volume cubico, compatto e rigoroso, autonomo ma non isolato nel sistema del Polo della Ricerca. Il cubo risponde a una duplice esigenza: massimizzare l’efficienza bioclimatica grazie a un rapporto superficie/volume favorevole e introdurre una figura primaria, riconoscibile, che si afferma come nuovo landmark istituzionale, in continuità con la grammatica essenziale del modernismo romano. All’esterno l’edificio si presenta come un blocco unitario, astratto e introverso; all’interno accoglie funzioni altamente specializzate, organizzate per stratificazione e rigoroso controllo bio-sicuro.
L’impianto insediativo si articola in tre dispositivi interdipendenti: il cubo dei laboratori, nucleo tecnico-operativo; la corte pubblica ribassata di 2 metri, che diventa nuova base topografica, spazio protetto di accesso e relazione; il padiglione autonomo della sala polifunzionale, basso e vetrato, con copertura verde, in dialogo diretto con la corte. La compattezza volumetrica, l’involucro continuo con superfici vetrate controllate e il campo fotovoltaico in copertura, integrato nel disegno architettonico, permettono di contenere i consumi e trasformare la tecnica in linguaggio.
Il layout interno è modulare e flessibile: ai livelli inferiori sono collocate Biobanca e Stabulario, ai superiori i laboratori specialistici e le core facilities, serviti da un core strutturale e impiantistico centrale. L’involucro in calcestruzzo facciavista, in analogia cromatica con i padiglioni esistenti, rafforza l’immagine di solidità, protezione e controllo richiesta da un’infrastruttura dedicata alla ricerca infettivologica avanzata.








